La guida autonoma entra nella fase industriale e smette di essere “sempre tra cinque anni”.

Il 2 febbraio 2026 è una data che nel mondo automotive andrebbe cerchiata in rosso.
Waymo, la divisione di guida autonoma di Alphabet (Google), ha annunciato un nuovo round di finanziamento da 16 miliardi di dollari, che porta la valutazione post-money a 126 miliardi.
Ora, mettiamola subito in chiaro: non esiste oggi nessun’altra realtà nel mondo dei veicoli autonomi che giochi su questi numeri.
Questo è, a tutti gli effetti, il più grande investimento mai visto nel settore.
E no, non è solo una questione di fiducia cieca degli investitori. È una questione di dati reali, di chilometri percorsi, di servizi attivi senza safety driver.
Una crescita che non è più raccontabile come “scommessa”
Sedici mesi fa — ottobre 2024 — Waymo aveva raccolto 5,6 miliardi, con una valutazione di 45 miliardi.
Oggi siamo quasi a tre volte tanto.
Questo salto non arriva dal nulla:
- oltre 15 milioni di corse nel solo 2025
- 20 milioni di viaggi totali dalla nascita del servizio nel 2020
- servizi completamente driverless già operativi
Questi non sono slide da pitch deck. Sono numeri operativi.
E quando un investitore mette miliardi su un business che brucia ancora cassa, lo fa solo se vede una traiettoria industriale credibile, non un giocattolo tecnologico.

Chi ha messo i soldi (e perché conta)
Il round è guidato da nomi che non entrano mai “per sport”:
- Dragoneer
- DST Global
- Sequoia Capital
Ma il punto chiave è un altro: Alphabet ha messo circa 13 miliardi dei 16 totali.
Tradotto: Google non sta mollando.
Anzi, sta raddoppiando, triplicando, blindando il progetto.
E quando il CEO di Alphabet dice apertamente che Waymo avrà un impatto “sostanziale” sui conti entro il 2027, vuol dire che internamente i numeri stanno iniziando a tornare.
Espansione 2026: qui si gioca la partita vera
Waymo oggi opera senza conducente in:
- Phoenix
- San Francisco Bay Area
- Los Angeles
- Austin
- Atlanta
- Miami
Nel 2026 l’obiettivo è oltre 20 nuove città.
Non città “facili”, ma:
- Dallas, Houston, San Antonio
- Las Vegas
- San Diego
- Denver
- Detroit
- Washington D.C.
Detroit e Washington D.C. non sono scelte casuali.
Clima, infrastrutture, traffico, normativa: se funzioni lì, funzioni ovunque.
Il vero salto: Londra e Tokyo
Qui secondo me sta la notizia più grossa di tutte.
Londra e Tokyo significano:
- guida a sinistra
- urbanistica medievale (Londra)
- complessità stradale estrema (Tokyo)
Se il Waymo Driver regge lì, il discorso “la guida autonoma non è scalabile” cade definitivamente.
Tecnologia: Level 4 vero, non marketing
Waymo non fa ADAS evoluti.
Fa SAE Level 4 reale, geofenced, senza supervisione umana.
Il sistema si basa su:
- LiDAR multipli
- radar
- camere ad alta risoluzione
- mappe HD
- machine learning continuo
Il veicolo è solo l’ultimo anello.
Il valore vero è nel software e nell’infrastruttura.
Fabbrica, flotta, partnership: Waymo ragiona da costruttore
La fabbrica di Phoenix (con Magna) è un segnale chiarissimo:
non basta avere l’algoritmo migliore, devi produrre e gestire flotte come un OEM.
Decine di migliaia di veicoli l’anno.
Nuove piattaforme (Zeekr inclusa).
Sesta generazione del Waymo Driver già pronta.
In parallelo:
- Uber
- Lyft
- Avis
- Moove
Waymo non vuole fare tutto da sola. Vuole scalare.
Il nodo vero: i conti economici
Qui bisogna essere onesti.
Nel 2025:
- ~350 milioni $ di ricavi ricorrenti
- ~250.000 corse settimanali
- obiettivo: 1 milione a settimana entro fine 2026
Alphabet però perde ancora oltre un miliardo a trimestre su “Other Bets”.
Quindi no: Waymo non è ancora profittevole.
Ma per la prima volta ha una roadmap credibile verso la sostenibilità.
La concorrenza esiste (e non va sottovalutata)
- Tesla: Musk parla tanto, ma oggi Waymo è avanti sul servizio reale
- Zoox (Amazon): potenzialmente pericolosa
- Cruise (GM): ferita, ma non morta
La partita non è chi ha la demo migliore.
È chi arriva prima a scala industriale.
Conclusione
Io ve lo dico da anni: la guida autonoma non sarebbe arrivata tutta insieme. Sarebbe arrivata a macchia di leopardo.
Waymo oggi è l’unica che:
- ha i numeri
- ha i soldi
- ha le città
- ha il prodotto
Il 2026 è davvero l’anno della verità.
Se reggono l’espansione, il robotaxi smette di essere una promessa e diventa un pezzo stabile dell’automotive.
E a quel punto, chi è rimasto fermo a raccontarla… resta fermo davvero.










