Non cambia (quasi) nulla, ed è esattamente il suo punto di forza.
Ve lo dico subito, così ci togliamo il dente: la Dacia Jogger 2026 non è una rivoluzione.
Ed è una buona notizia.
Perché Jogger nasce con un’idea molto chiara, fare tutto, costare il giusto, non rompere le scatole, e nel 2026 Dacia fa la cosa più intelligente possibile: la affina, la rende più coerente col mercato di oggi e soprattutto le mette sotto il cofano i motori che mancavano.

Il concetto non cambia: è ancora l’auto “multiuso” per eccellenza
Jogger resta quello che è sempre stata:
- lunga come una station wagon
- spaziosa come un monovolume
- con un look da SUV quanto basta per non sembrare un taxi del 2008
E soprattutto 5 o 7 posti veri, non quelli finti di molte altre 7 posti.
Nel panorama attuale, dove una segmento B con due figli costa come una berlina premium di dieci anni fa, Jogger continua a giocare da sola. Non perché sia perfetta, ma perché non ha concorrenti diretti a questo prezzo.







La vera novità: Hybrid 155, finalmente quello giusto
Qui Dacia fa centro. Arriva l’ibrido full Hybrid da 155 cavalli, lo stesso schema già visto su altri modelli del gruppo Renault, ma qui finalmente applicato a un’auto che ha senso ibridizzare.
Non stiamo parlando di sportività, sia chiaro, però parliamo lo stesso di:
- più coppia
- più fluidità
- più silenzio in città
- consumi che, per una 7 posti, sono oggettivamente ottimi
È l’evoluzione naturale del vecchio Hybrid 140: più potente, più maturo, meno in affanno quando la macchina è carica. E soprattutto: è il motore giusto se Jogger la usi davvero per viaggiare.
GPL automatico: questa è una notizia enorme (e sottovalutata)
Seconda bomba, secondo me ancora più interessante per molti: arriva l’Eco-G 120 GPL anche con cambio automatico.
E qui mi fermo un attimo, perché non è una cosa banale.
Vuol dire:
- GPL
- automatico
- oltre 1.300–1.400 km di autonomia reale
- costi chilometrici ridicoli
Per famiglie, tassisti, NCC, flotte leggere o semplicemente gente che macina strada, questa combinazione è oro.
Finora l’automatico su GPL era un tabù. Dacia lo rompe, come spesso fa, senza fare rumore.
Estetica ritoccata, ma senza snaturarla
Fuori cambia poco, ma quel poco è fatto bene:
- nuova firma luminosa a Y rovesciata
- calandra aggiornata con elementi “pixel”
- materiali Starkle: plastica riciclata, ruvida, “già sporca”
E questa cosa dello Starkle secondo me è geniale: non cerca di sembrare premium, accetta di essere robusta.
È plastica che non ti fa venire l’ansia al primo parcheggio o alla prima sterrata.
C’è anche la versione Extreme, quella un po’ più “avventura”, che su Jogger ci sta: non perché diventi un SUV vero, ma perché coerente con l’uso reale di chi la compra.
Interni: semplici, ma onesti (e funzionali)
Dentro non aspettatevi miracoli:
- plastiche rigide
- strumentazione essenziale
- infotainment senza fronzoli
Ma:
- c’è CarPlay
- c’è spazio vero
- la modularità è fatta bene
- i due sedili della terza fila sono usabili
E soprattutto: non vi prendono in giro.
Non cercano di farla sembrare una cosa che non è.
Prezzo e posizionamento: qui Dacia continua a vincere
La Jogger 2026 parte da circa 18.800 euro.
Una sette posti. Nel 2026.
Con:
- motori aggiornati
- ADAS di livello 2
- ibrido vero
- GPL automatico
Nel mercato attuale è quasi imbarazzante per gli altri.
Conclusione secca
La Dacia Jogger 2026 non è l’auto che compri col cuore.
È l’auto che compri con la testa… e poi ti accorgi che funziona davvero.
Non è sexy, non è trendy, non è “instagrammabile”.
Ma fa esattamente quello che promette, e lo fa spendendo meno di quanto dovrebbe.
E nel 2026, credetemi, non è poco.











