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Nuova DR 5: il SUV concreto che punta tutto su prezzo, GPL e dotazione

Diciamocelo subito: la nuova DR 5, quella senza lo “zero” finale, non nasce per far girare la testa a chi cerca il SUV più raffinato del segmento. Nasce per un’altra missione, molto più semplice e molto più italiana: dare tanto a un prezzo ancora abbordabile.

Fonte: alVolante.it

Ed è proprio qui che DR continua a giocarsi la partita.
La nuova DR 5 aggiorna la formula della vecchia 5.0 con un restyling presentato nel 2025 che la rende più moderna fuori, più tecnologica dentro e più furba nell’allestimento. Non cambia la filosofia di fondo: SUV compatto, impostazione pratica, tanta sostanza in rapporto al listino.

Design esterno: più presenza, senza fare il fenomeno

La DR 5 misura 4.318 mm in lunghezza, 1.831 mm in larghezza e 1.662 mm in altezza, con un passo di 2.610 mm. Tradotto: dimensioni giuste per stare nel cuore del mercato, senza diventare un pachiderma da parcheggiare.

Davanti il frontale è stato reso più deciso, con fari full LED, luci diurne ben integrate e un’impostazione più contemporanea.

I cerchi in lega da 18 pollici e le barre sul tetto fanno il loro lavoro, mentre la versione Collection si concede qualche vezzo in più, come i vetri posteriori oscurati e i loghi neri, che oggi vanno sempre di moda e fanno subito “allestimento cattivo” anche quando sotto il cofano non c’è propriamente una belva.

Interni: effetto wow e tanta roba già di serie

Dentro, il colpo d’occhio è dato dal display unico da 26 pollici che unisce quadro strumenti e infotainment. È una soluzione scenografica, moderna, e soprattutto coerente con quello che oggi il cliente si aspetta anche su auto dal prezzo accessibile.

Fonte: alVolante.it

Non mancano Android Auto e Apple CarPlay wireless, Bluetooth, climatizzatore automatico bizona, retrocamera con linee dinamiche e una dotazione ADAS già inclusa che rende la vita più facile tutti i giorni. I sedili hanno un’impostazione sportiva, i materiali puntano sull’effetto soft-touch e nel complesso l’abitacolo prova a dare quella sensazione da categoria superiore che, in questa fascia di prezzo, fa sempre piacere.

Motore e prestazioni: qui conta la concretezza, non il cronometro

Sotto il cofano c’è il noto 1.5 aspirato quattro cilindri Euro 6e, disponibile sia a benzina sia bifuel GPL. I numeri sono chiari: 95 CV e 130 Nm in versione benzina, 88 CV e 124 Nm in quella GPL. Il cambio è un manuale a 5 marce, la trazione è anteriore.

No, non è un SUV per chi vuole divertirsi tra una curva e l’altra.
Sì, è un SUV per chi vuole spendere il giusto, usare l’auto tutti i giorni e magari fare anche tanti chilometri senza piangere al distributore.

La velocità massima dichiarata è di 143 km/h, mentre i consumi WLTP sono di 7,6 l/100 km per la benzina e 9,5 l/100 km per il GPL. Il bagagliaio da 340 litri non è da record, ma resta coerente con il tipo di auto, mentre il serbatoio GPL da 52 litri effettivi è uno degli elementi che più possono convincere il cliente tipo di questa macchina.

Prezzi: qui DR sa sempre dove colpire

La gamma parte da 19.900 euro per la 1.5 benzina e arriva a 22.900 euro per la 1.5 GPL Collection.

In mezzo ci sono le due varianti che, probabilmente, hanno più senso commerciale:

  • 1.5 GPL a 21.900 euro
  • 1.5 Collection benzina a 20.900 euro

Il punto è semplice: DR continua a vendere l’idea del “tanto per quello che spendo”. E finché il mercato continuerà a premiare questo approccio, farà bene a insistere.

Su strada: comoda in città, meno brillante in autostrada

La nuova DR 5 convince soprattutto nell’uso urbano e tranquillo. L’assetto con MacPherson all’anteriore e barra di torsione al posteriore è impostato per assorbire, non per entusiasmare. In città e nei percorsi normali funziona bene, anche perché la posizione di guida rialzata e la buona dotazione di serie aiutano parecchio.

Dove paga qualcosa è nei trasferimenti autostradali: il cambio a 5 marce oggi si sente tutto, perché manca quella sesta che abbasserebbe il regime, ridurrebbe il rumore e renderebbe la macchina più rilassata sui lunghi tratti. E infatti è uno dei limiti che emergono subito.

Le mie considerazioni sul marchio DR

Io su DR la penso in modo molto semplice: hanno capito una cosa che tanti costruttori storici hanno fatto finta di non vedere. La gente, soprattutto in Italia, vuole ancora macchine a benzina o GPL, possibilmente spaziose, accessoriate e con un prezzo che non sembri una rapina. E loro su questo punto hanno colpito nel segno. In più, dai concessionari arrivano segnali di interesse reale: visite, contratti, curiosità. Il prodotto, nel suo piccolo, gira.

Però non raccontiamocela troppo. Il tema del marchio resta sempre quello: design gradevole, contenuti abbondanti, meccaniche ormai dignitose, ma siamo comunque davanti a vetture di origine cinese riposizionate per il mercato italiano. E questa cosa, nel bene e nel male, si sente sia nella percezione del brand sia in certi dettagli di efficienza e messa a punto. Non sono più le cinesi improponibili di anni fa, ma non sono neanche ancora al livello dei migliori europei quando vai a guardare la finezza del prodotto.

Il bello di DR è che non finge di essere premium.
Il rischio di DR è quando prova a sembrare più “italiana” di quanto il prodotto racconti davvero.

Concorrenti e verdetto

La rivale più naturale resta la Dacia Duster, soprattutto per chi guarda al portafoglio, alla praticità e ai costi di gestione. La DR 5 risponde con una ricetta molto chiara: più effetto scenico dentro, dotazione ricca e opzione GPL che per tanti italiani continua ad avere un senso enorme.

Alla fine la nuova DR 5 non è il SUV più sofisticato del mercato, non è il più brillante da guidare e non è quello con il marchio più rassicurante. Però è uno di quelli che il mercato italiano capisce al volo.

Perché?
Perché costa il giusto, offre tanto e ti porta da punto A a punto B senza fare troppe storie. E oggi, nel mare delle auto diventate inutilmente care, non è poco. Anzi.

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