Rivian ha aperto il sipario sul suo primo Autonomy & AI Day, un evento pensato per mostrare la direzione strategica dell’azienda in termini di guida assistita avanzata e autonomia. Qui non si è parlato solo di aggiornamenti software: l’azienda ha delineato un piano ambizioso che include sensori LiDAR sui futuri modelli, un processore di guida completamente sviluppato in casa e una nuova piattaforma software per gestire sensori e intelligenza artificiale in modo integrato.

Perché il LiDAR?
Storicamente costoso e appannaggio dei progetti di robotaxi, il LiDAR è stato spesso considerato troppo costoso per le auto di serie. Rivian però sostiene che i costi siano ormai scesi abbastanza da rendere il LiDAR non solo conveniente, ma praticamente una scelta obbligata per chi vuole spingersi oltre le capacità di guida assistita standard.
A differenza di Tesla, che punta tutto su una combinazione di telecamere e radar (o addirittura solo telecamere), Rivian aggiunge il LiDAR per avere una percezione tridimensionale accurata dell’ambiente, il che è fondamentale per una guida hands-free più sicura e affidabile.
Come si integra questa svolta nei piani prodotto
La grande novità è che il prossimo Rivian R2, il SUV più “popolare” e abbordabile che la casa americana sta preparando per il 2026, avrà LiDAR integrato e il nuovo processore di guida proprietario, seppur con qualche sfumatura di timing:
- Il R2 debutterà all’inizio del 2026 con capacità semi-autonome e hardware di seconda generazione.
- Il LiDAR e l’hardware di terza generazione — compreso il nuovo chip per guida autonoma — arriveranno più avanti nel 2026 come parte dell’evoluzione dell’autonomia del veicolo.
In altre parole, Rivian ha detto che il LiDAR non sarà presente su tutte le R2 della prima ondata, ma fa ufficialmente parte della roadmap di lungo periodo.
La filosofia tecnica: custom silicon e percezione multimodale
Il cuore di questa spinta sta nel fatto che Rivian non sta semplicemente aggiungendo più sensori, ma ha progettato un’intera piattaforma di guida autonoma in verticale:
- Un chip per l’autonomia progettato internamente (detto Rivian Autonomy Processor) con capacità di elaborazione elevate e ottimizzato per input multimodali.
- Un software basato su un Large Driving Model (LDM), concettualmente simile ai grandi modelli AI dietro ChatGPT, ma addestrato per percezione e decisione di guida.
- Una integrazione completa di telecamere, radar e LiDAR, così da sfruttare punti di forza diversi in condizioni difficili (nebbia, luce scarsa, ostacoli complessi).
Questo approccio è significativo perché non si limita a “aggiungere LiDAR qui e là”: punta a capire meglio la strada e l’ambiente circostante, in modo continuativo, grazie all’AI e alla sensor fusion.
Funzionalità di guida assistita e monetizzazione
Parallelamente all’hardware, Rivian ha annunciato Autonomy+, un pacchetto software a pagamento (una tantum o in abbonamento) che abilita funzionalità come:
- Universal Hands-Free Driving
- Lane Change on Command
- Auto Parking
- On-Ramp to Off-Ramp driving (in arrivo nel 2026)
Queste funzioni rappresentano un gradino evolutivo rispetto ai tradizionali ADAS (assistenti di guida), e l’obiettivo è creare ricavi ricorrenti oltre alla vendita del veicolo stesso.
Cosa significa tutto questo per Rivian nel mercato EV
Al di là delle specifiche tecniche, questa mossa dice qualcosa di importante sul posizionamento strategico di Rivian:
- L’azienda non vuole essere solo un costruttore di SUV e pick-up elettrici: vuole emergere come un fornitore di tecnologie di guida evolute.
- Questo mette Rivian in competizione non solo con Tesla, ma con aziende come General Motors (Cruise), Ford (BlueCruise) e i grandi progetti robotaxi globali.
- Tuttavia, ostacoli regolatori, aspettative dei consumatori e la complessità tecnica rendono ancora una vera autonomia di Livello 4 un traguardo ambizioso e non immediato.
Rivian sta facendo una mossa coraggiosa e coerente: integrare LiDAR, un chip proprietario e un software AI avanzato per portare la sua guida autonoma oltre i livelli tradizionali. Questo approccio non è solo un aggiornamento hardware, ma un vero cambio di paradigma nella percezione e decisione di guida.
Resta da vedere quanto velocemente e quanto bene queste tecnologie si trasformeranno in un’esperienza reale per il cliente, ma la direzione è chiaramente spostata verso sistemi sempre più potenti, sicuri e capaci di ridurre il carico di guida sulle persone.











