Certe piste non hanno bisogno di presentazioni, e Imola è una di quelle. Basta guardare il pubblico, respirare l’aria del paddock e sentire come rimbomba una Hypercar tra Tamburello, Acque Minerali e Rivazza per capire che qui il motorsport non è contorno: è sostanza, memoria, identità. Anche per questo la tappa italiana del FIA World Endurance Championship ha già il sapore dell’evento grosso, di quelli che riportano al centro la passione vera. Un approccio perfettamente coerente con quel modo di raccontare il motorsport come parte del DNA dell’auto, e non come semplice esercizio di immagine.

A Imola, intanto, fino a questo momento ha parlato soprattutto Ferrari. La 499P numero 51 di Ferrari AF Corse scatterà infatti dalla pole position grazie al tempo di 1:30.127 firmato da Antonio Giovinazzi in Hyperpole. Alle sue spalle la Toyota numero 8 si è fermata ad appena 11 millesimi, mentre l’altra Ferrari ufficiale, la numero 50, partirà terza a 40 millesimi. Tradotto: margini microscopici, equilibrio altissimo, e una prima fila virtualmente costruita sul filo del rasoio.
Il dato più interessante, però, è proprio questo: Ferrari è davanti, sì, ma non sta passeggiando. Anzi. Il sabato di Imola ha raccontato un’Hyperpole tiratissima, con Toyota subito lì e Peugeot capace di inserirsi nelle posizioni che contano. Dietro ai primi tre, infatti, si sono piazzate la Peugeot numero 94 e la Cadillac numero 12, mentre la Toyota numero 7 completa un gruppo di testa molto compatto. Questo significa che la gara di domenica non sarà una processione rossa, ma una partita lunga sei ore in cui strategia, traffico e gestione gomme conteranno almeno quanto il giro secco.
C’è poi un altro elemento da tenere presente: il miglior tempo assoluto del sabato, considerando l’intera fase cronometrata Hypercar, non è stato quello della pole ma l’1:30.088 ottenuto dalla Ferrari numero 50 in qualifica. Questo dettaglio dice due cose. La prima è che la 499P a Imola c’è eccome. La seconda è che sul passo puro Ferrari sembra avere argomenti molto seri, anche se poi la pole l’ha trasformata in risultato concreto la numero 51. Insomma, la sensazione è quella di una Rossa molto centrata, ma costretta comunque a restare lucida perché i rivali non sono lontani.

Il weekend, del resto, era partito già con segnali incoraggianti per Maranello. Nella prima sessione di prove libere Ferrari aveva monopolizzato i riferimenti nella classe Hypercar, confermando un feeling immediato con il tracciato del Santerno. Il fatto che poi questo potenziale si sia tradotto nella pole della numero 51 rafforza l’idea di un pacchetto competitivo non solo sul giro singolo, ma anche ben nato sull’insieme del fine settimana.
Per chi segue il Mondiale Endurance, il punto chiave è anche un altro: Imola è il primo round effettivo della stagione 2026, dopo il rinvio della gara del Qatar. Quindi qui non si assegna soltanto una bella pole davanti al pubblico di casa, ma si comincia davvero a scrivere la gerarchia del campionato. E partire davanti, su una pista dove sorpassare non è mai banale come sembra in TV, può pesare parecchio.
La gara scatterà domenica 19 aprile alle ore 13:00 locali e durerà, ovviamente, sei ore. Il sito ufficiale FIA WEC conferma sia la data sia l’orario di partenza, dentro un weekend che a Imola ha richiamato 35 equipaggi complessivi, con 17 Hypercar e 18 LMGT3. È uno schieramento importante, ricco, credibile, e basta questo per capire quanto oggi l’endurance sia tornata centrale nella narrazione sportiva dell’automobile.
Sul fronte contorno-evento, c’è anche il fattore Andrea Kimi Antonelli, annunciato come starter della corsa domenicale. È una di quelle mosse intelligenti che funzionano sempre: pilota italiano, pista italiana, pubblico caldo, e un campionato che in questo momento ha tutto l’interesse a farsi vedere come un palcoscenico nobile, non di serie B.
Quanto al pubblico, l’atmosfera sembra quella delle grandi occasioni e diverse fonti locali parlano di numeri molto alti, con l’obiettivo delle 100 mila presenze complessive nel weekend e una stima di 92 mila citata da alcune testate dopo la gara. Però qui bisogna essere seri: questo dato, allo stato attuale, non risulta confermato da una comunicazione ufficiale che io abbia verificato direttamente, quindi nel pezzo lo lascerei fuori oppure lo indicherei esplicitamente come stima non ufficiale. L’unico riferimento ufficiale trovato sul tema, per ora, riguarda il target dei 100 mila spettatori annunciato prima dell’evento.
In sintesi? Ferrari arriva alla domenica nel modo giusto: pole con la numero 51, altra 499P in terza posizione, passo che sembra promettere bene e un contesto emotivo che, a Imola, inevitabilmente conta. Ma guai a pensare che sia già fatta. Toyota è lì, Peugeot ha fatto vedere di esserci, Cadillac pure, e in una 6 Ore basta un dettaglio sbagliato per trasformare un sabato da applausi in una domenica da rimpianti.
Ed è proprio per questo che Imola piace così tanto: non ti regala niente. Ti illude, ti esalta, ti mette pressione. Un po’ come tutte le piste vere. E questa, francamente, è una gran bella notizia.











