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Hyundai IONIQ 3, la compatta elettrica che Hyundai voleva da tempo

Più spazio, più stile e finalmente niente effetto mini-SUV.

Con la nuova Hyundai IONIQ 3, il marchio coreano entra in uno dei segmenti più importanti per l’elettrico europeo: quello delle compatte da uso quotidiano. L’auto è stata presentata ufficialmente il 20 aprile 2026 alla Milano Design Week ed è già comparsa anche sul sito ufficiale Hyundai Italia, segno che il modello è destinato concretamente al nostro mercato.

Design da hatchback vera, non il solito mini-SUV

Dal punto di vista del posizionamento, la IONIQ 3 si mette in mezzo tra le elettriche più razionali da città e quelle compatte un po’ più ambiziose. È lunga 4,155 metri, quindi resta gestibile nel traffico e nei parcheggi, ma promette spazio interno da categoria superiore grazie al passo di 2,68 metri e al pianale piatto. Hyundai parla di abitacolo “Furnished Space”, cioè arredato come un ambiente domestico, con cinque posti veri e un bagagliaio da 441 litri: numeri che, sulla carta, la rendono una proposta molto concreta anche per una piccola famiglia.

Batterie, autonomia e ricarica: qui Hyundai sembra aver centrato il punto

La gamma prevede due varianti di batteria. La Standard Range monta un accumulatore da 42,2 kWh e dichiara fino a 344 km WLTP, mentre la Long Range sale a 61 kWh e arriva fino a 496 km WLTP. Non parliamo di prestazioni da missile, e forse va anche bene così: il motore anteriore eroga fino a 147 CV, con 250 Nm di coppia e una velocità massima di 170 km/h. Più che puntare allo sparo al semaforo, qui Hyundai sembra aver cercato un equilibrio tra efficienza, autonomia e costi d’esercizio, che è poi quello che molti clienti europei chiedono davvero in questo segmento.

Interessante anche la parte tecnica. La IONIQ 3 nasce sulla piattaforma E-GMP del gruppo Hyundai, ma qui in configurazione a 400 Volt, quindi con una logica più orientata al contenimento dei costi rispetto ai modelli superiori del marchio. La ricarica rapida DC dal 10 all’80% richiede circa 29 minuti, mentre in corrente alternata si arriva fino a 22 kW sulle versioni che lo prevedono. Dentro debutta in Europa anche il nuovo infotainment Pleos Connect basato su Android Automotive OS, con display fino a 14,6 pollici, chiave digitale, route planner EV e funzioni V2L e V2X. Insomma, sulla tecnologia Hyundai non è andata al risparmio.

Più spazio del previsto e tanta attenzione alla vita di tutti i giorni

Sul piano del design, la IONIQ 3 è probabilmente una delle Hyundai più coraggiose degli ultimi anni. Il nuovo linguaggio “Art of Steel” punta su superfici tese, volumi netti e una firma luminosa che riprende l’identità IONIQ con i Parametric Pixel e i quattro punti centrali ispirati alla lettera H in codice Morse. È una macchina che vuole farsi notare, e questo può piacere oppure no, ma almeno non è anonima. E oggi, in un mercato dove tante elettriche compatte rischiano di assomigliarsi, non è un dettaglio da poco.

Il punto più delicato, per il mercato italiano, resta il prezzo. Hyundai non ha ancora comunicato il listino ufficiale per l’Italia, quindi scrivere cifre definitive oggi sarebbe sbagliato. Le indicazioni raccolte dalla stampa specializzata parlano però di un prezzo d’attacco sotto i 30 mila euro, che la metterebbe in una zona molto interessante contro Renault 5 E-Tech e contro le future compatte elettriche del gruppo Volkswagen. Se Hyundai riuscirà davvero a restare sotto quella soglia con una dotazione sensata, la IONIQ 3 potrebbe diventare una delle elettriche più intelligenti del 2026.

Quando arriva in Italia e quanto potrebbe costare

E arriviamo alla domanda che conta davvero: quando arriverà in Italia? Ad oggi, la risposta corretta è questa: la vettura è già stata svelata ufficialmente anche sul sito italiano Hyundai, ma non c’è ancora una data ufficiale di commercializzazione con listino e apertura ordini. La finestra più credibile, allo stato attuale, è quella indicata da Quattroruote, che parla di uno sbarco verso la fine di giugno 2026. Finché Hyundai Italia non pubblica il listino, però, io questa la terrei come tempistica probabile, non come dato definitivo.

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