Home / News / BYD Yangwang U9 Xtreme: l’hypercar elettrica cinese che riscrive i record di velocità mondiali

BYD Yangwang U9 Xtreme: l’hypercar elettrica cinese che riscrive i record di velocità mondiali

Mamma mia ragazzi, qui bisogna fermarsi un attimo. Perché una cosa è parlare della solita elettrica da città, del SUV a batterie, della crossoverina con il tablet grande come una televisione e due finte prese d’aria messe lì per far scena. Un’altra cosa è vedere un costruttore cinese arrivare in Germania, a Papenburg, e piazzare una velocità massima di 496,22 km/h con una hypercar elettrica.

La protagonista si chiama BYD Yangwang U9 Xtreme, o U9X. Ed è una di quelle macchine che non servono solo a vendere qualche esemplare a clienti molto facoltosi, ma soprattutto a mandare un messaggio all’industria automobilistica mondiale: la Cina non sta più inseguendo. In certi campi, ormai, sta mettendo la freccia.

Da BYD a Yangwang: quando la Cina vuole entrare nel salotto delle hypercar

Per capire la U9 Xtreme bisogna partire da Yangwang, il marchio di lusso di BYD. Non parliamo quindi della BYD Dolphin o della Atto 3, cioè di prodotti pensati per fare volume. Qui siamo nel territorio delle auto-manifesto, quelle che servono a dimostrare cosa sai fare quando togli un po’ di vincoli commerciali e lasci lavorare ingegneri, batterie, inverter, motori e aerodinamica.

La Yangwang U9 “normale” era già stata presentata come supercar elettrica pura, con prezzo in Cina di 1,68 milioni di RMB, 0-100 km/h in 2,36 secondi e velocità massima dichiarata di 309,19 km/h. BYD aveva già indicato due tecnologie chiave: piattaforma e⁴ con quattro motori indipendenti e sistema di controllo attivo DiSus-X. In più, la U9 dichiarava 1.300 cavalli e 1.680 Nm di coppia massima. Non proprio la macchinetta per andare a prendere il pane, ecco.

Il record: 496,22 km/h a Papenburg

La Yangwang U9 Xtreme è arrivata dopo, come evoluzione estrema della U9. Il 14 settembre 2025, sulla pista ATP Automotive Testing Papenburg in Germania, ha raggiunto 496,22 km/h. BYD la presenta come nuovo record globale di velocità massima per un’auto di produzione, superando anche il precedente riferimento della Bugatti Chiron Super Sport 300+, ferma a 490,484 km/h.

E qui bisogna essere chiari: questi record moderni hanno sempre qualche asterisco. C’è il tema della produzione limitata, del tipo di certificazione, della configurazione usata, del tracciato, delle condizioni e di tutto quello che volete. Però il numero resta enorme. Siamo quasi a 500 km/h. E lo ha fatto una hypercar elettrica cinese.

Non una Bugatti. Non una Koenigsegg. Non una Hennessey. Una BYD. Fa un certo effetto, diciamolo.

Quattro motori, 1200 volt e oltre 3000 cavalli: qui non c’è solo marketing

La U9 Xtreme non è semplicemente una U9 con due adesivi e un alettone più grosso. BYD dichiara una piattaforma elettrica a 1200 volt, batteria Blade LFP con scarica fino a 30C, quattro motori capaci di girare fino a 30.000 giri/min e potenza complessiva superiore a 3000 PS. Il rapporto peso/potenza dichiarato è di 1217 PS per tonnellata.

Ora, possiamo discutere per ore sul fatto che il cavallo elettrico non dia le stesse emozioni del V12, del W16 o del V8 biturbo. E sono anche d’accordo. Il rumore, il cambio, la salita di giri, l’odore dei freni, il motore che vibra dietro la schiena: tutta roba che una elettrica non ti dà.

Però, tecnicamente, questa macchina è una sberla. Perché sfrutta proprio ciò che l’elettrico può fare meglio: controllo istantaneo della coppia, gestione indipendente delle quattro ruote, erogazione mostruosa e architettura ad altissima tensione per reggere potenze che, fino a pochi anni fa, sembravano roba da laboratorio.

Il punto vero: non basta andare forte dritti

Andare a 496 km/h è una cosa fuori scala. Ma il numero più interessante, secondo me, è un altro: 6:59.157 al Nürburgring Nordschleife. La U9 Xtreme ha girato sotto i sette minuti nella categoria Electric Super Sports Car, con Moritz Kranz al volante. Il Nürburgring ha riportato il tempo sul giro e il riferimento alla categoria elettrica, indicando anche il principio delle misurazioni ufficiali: un giro, un tempo, criteri uniformi e verifiche tecniche.

Questo cambia la discussione. Perché fare velocità massima con 3000 cavalli è difficilissimo, ma concettualmente semplice: serve potenza, serve aerodinamica, servono gomme, serve pista e serve un pilota con attributi importanti.

Girare forte al Nürburgring, invece, è un altro mestiere. Lì devi frenare, inserire, curvare, gestire peso, temperatura, gomme, rigenerazione, batteria, elettronica, assetto. Se hai solo potenza, dopo tre curve sei un missile senza guida. La U9X, invece, ha dimostrato di avere anche telaio e gestione dinamica.

Raffreddamento, freni e gomme: la parte che non finisce nei reel

La parte meno spettacolare, ma più importante, è quella che riguarda il lavoro nascosto. BYD parla di raffreddamento completamente ridisegnato, freni carboceramici con componenti in lega di titanio e pneumatici semi-slick GitiSport e·GTR² PRO sviluppati insieme a Giti. Queste modifiche sono state pensate non solo per il record di velocità, ma anche per reggere il giro al Nürburgring.

Ecco, questo è il punto. Le elettriche sportive sono bravissime a fare lo 0-100. Lo fanno tutte. Anche auto che poi, alla terza frenata, sembrano chiedere pietà. La vera sfida è la costanza della prestazione: raffreddare batteria, motori, inverter e freni, tenere in vita le gomme e non trasformare tutto in una stufa da 3000 cavalli.

Qui BYD sembra aver lavorato nella direzione giusta. Non solo il numero da sparata sul dritto, ma anche sviluppo dinamico, pista, Nordschleife e componentistica dedicata.

Il confronto con Bugatti: poesia contro brutalità elettrica

La Bugatti Chiron Super Sport 300+ rimane un monumento dell’automobile termica. W16 quadriturbo, 1600 cavalli, Michelin sviluppate apposta, test a Ehra-Lessien, ingegneria europea di altissimo livello. Nel 2019 Bugatti aveva raggiunto 490,484 km/h, diventando la prima casa a superare la barriera delle 300 miglia orarie con una derivata Chiron.

La Yangwang U9 Xtreme arriva e supera quel dato. Non con più cilindri, non con più turbo, non con benzina speciale. Lo fa con quattro motori elettrici, una batteria LFP, elettronica di potenza e una piattaforma a 1200 volt.

Fa meno poesia? Sì. Fa meno rumore? Certamente. È meno affascinante di una Bugatti lanciata a quasi 500 all’ora con un W16 dietro le spalle? Per molti, me compreso, probabilmente sì.

Però il cronometro è un maleducato. Non gli interessa la poesia. Gli interessa il numero.

Perché questa U9 Xtreme è importante per tutta l’industria auto

La Yangwang U9 Xtreme sarà prodotta in non più di 30 esemplari. Quindi no, non cambierà il mercato per volumi. Non la vedremo parcheggiata davanti al supermercato e non sarà lei a spostare le quote dell’elettrico in Europa.

Il suo ruolo è un altro: cambiare percezione.

Per anni abbiamo detto che la Cina copiava. Poi abbiamo detto che faceva auto economiche. Poi che faceva batterie. Poi che faceva elettriche razionali. Ora la Cina sta entrando nel territorio simbolico dell’automobile: lusso, prestazione, record, Nürburgring, hypercar.

E questa è una cosa che in Europa dovremmo guardare con molta attenzione. Perché mentre una parte dell’industria europea discute ancora se l’elettrico sia imposto, se il cliente lo voglia, se le piattaforme vadano fatte multi-energia, BYD arriva con un oggetto che dice semplicemente: guardate cosa siamo in grado di fare.

Non è la fine del termico, ma è un avviso molto chiaro

Io non credo che una macchina come la Yangwang U9 Xtreme cancelli il fascino del motore termico. Anzi. Una hypercar a benzina fatta bene resta una cosa meravigliosa. Il problema è pensare che l’elettrico non possa più entrare nel campo della prestazione assoluta.

Questa macchina dimostra il contrario.

Non tutte le elettriche sportive hanno senso. Anzi, molte sembrano solo automobili termiche scimmiottate male, con un pacco batterie al posto del motore e un finto carattere sportivo costruito dal marketing. Ma quando l’elettrico viene usato per fare ciò che il termico non può fare con la stessa precisione, allora la musica cambia.

Quattro motori indipendenti, gestione ruota per ruota, 1200 volt, potenza estrema, raffreddamento dedicato, Nürburgring e quasi 500 km/h. Qui non siamo davanti alla solita brochure. Qui c’è sostanza.

Una sberla silenziosa al mondo delle hypercar

La BYD Yangwang U9 Xtreme non è importante perché tutti andremo a 496 km/h. Grazie al cielo no. È importante perché racconta dove sta andando il potere tecnologico nell’automobile.

La Cina non vuole più essere solo la fabbrica del mondo. Vuole diventare il laboratorio del mondo. E con questa U9X manda un messaggio pesantissimo a Europa, Stati Uniti e Giappone: anche il sogno della hypercar può essere elettrico, cinese e dannatamente veloce.

Poi possiamo discutere quanto volete sul fascino, sul rumore, sulla meccanica, sull’emozione. Tutto vero. Ma intanto questa macchina ha fatto 496,22 km/h.

Silenziosa, elettrica, cinese.

Ma sempre una sberla.

Tag:

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *