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GP DI MONACO 2026: ANTONELLI FA LA DIFFERENZA, FERRARI CI CREDE MA NON BASTA

Fonte formula1.com

Ci sono vittorie che valgono 25 punti e poi ci sono vittorie che valgono molto di più.

Quella conquistata da Kimi Antonelli nel GP di Monaco 2026 appartiene decisamente alla seconda categoria. Perché vincere nel Principato significa sempre qualcosa di speciale, ma farlo a soli 19 anni, contro avversari del calibro di Verstappen, Hamilton e Leclerc, assume un valore ancora più importante.

Monaco resta Monaco. Una pista che divide gli appassionati, dove spesso il sabato conta più della domenica, ma che continua a rappresentare una delle sfide più difficili dell’intero mondiale. Qui non basta avere la macchina migliore: servono precisione assoluta, sangue freddo e la capacità di non commettere errori per oltre 300 chilometri tra guardrail e muretti.

La pole che ha cambiato il weekend

Il primo capolavoro Antonelli lo aveva costruito già al sabato.

Quando tutti si aspettavano una Ferrari protagonista dopo le ottime prestazioni nelle prove libere, il giovane pilota Mercedes ha tirato fuori un giro praticamente perfetto conquistando una pole position che sembrava destinata ad altri. Verstappen si è dovuto accontentare della prima fila accanto all’italiano, mentre Hamilton e Leclerc hanno occupato la seconda fila. Quest’ultimo, davanti al proprio pubblico, ha anche sfiorato il muro nell’ultimo tentativo di Q3, vedendo sfumare ogni possibilità di partire davanti.

A Monaco partire davanti significa avere già mezza gara in tasca.

Antonelli lo sapeva.

Una gara caotica ma gestita da campione

La domenica non è stata una classica processione monegasca.

Tra incidenti, neutralizzazioni, una bandiera rossa e diversi colpi di scena, il GP si è trasformato in una gara molto più movimentata del previsto. Antonelli, però, non si è mai fatto trascinare nel caos. Ha controllato il ritmo, gestito le ripartenze e mantenuto il comando fino alla bandiera a scacchi conquistando la quinta vittoria stagionale.

Alle sue spalle Lewis Hamilton ha portato a casa un prezioso secondo posto con la Ferrari. Non è ancora arrivata quella vittoria che a Maranello inseguono da mesi, ma il sette volte campione del mondo continua a mostrare segnali incoraggianti. Dopo la gara ha ribadito di essere convinto che il primo successo con il Cavallino sia soltanto questione di tempo.

Completa il podio Isack Hadjar, autore di una prestazione davvero notevole. Il francese della Red Bull ha corso gran parte della gara con problemi tecnici e ha definito questi 60 giri “la corsa più lunga della sua vita”. Eppure è riuscito a portare la macchina sul podio.

Ferrari: il bicchiere è mezzo pieno o mezzo vuoto?

La domanda è inevitabile.

Ferrari esce da Monaco con sensazioni contrastanti.

Da un lato c’è la consapevolezza di aver avuto una vettura competitiva per tutto il weekend. Leclerc e Hamilton erano stati molto veloci fin dal venerdì e il potenziale per lottare per la pole c’era tutto. Dall’altro lato resta il rimpianto di non essere riusciti a trasformare quella velocità in una vittoria.

A Maranello possono comunque guardare con fiducia ai prossimi appuntamenti. Il secondo posto di Hamilton dimostra che il progetto è cresciuto e che la distanza da Mercedes non è più quella vista all’inizio della stagione.

Il problema, semmai, è che Antonelli continua a crescere a una velocità impressionante.

Mercedes ha trovato il suo fenomeno?

È ancora presto per parlare di dominio, ma una cosa appare evidente.

Antonelli non sta più vivendo la classica stagione da rookie.

Sta guidando da leader del mondiale.

Cinque vittorie consecutive non arrivano per caso. Servono velocità, continuità e soprattutto maturità. Monaco, da questo punto di vista, rappresenta probabilmente l’esame più difficile per un giovane pilota.

Esame superato con il massimo dei voti.

La riflessione finale

Per anni l’Italia ha aspettato il pilota capace di raccogliere l’eredità dei grandi nomi del passato.

Naturalmente è presto per fare paragoni che rischierebbero di diventare pesanti. Però una cosa si può dire senza paura di essere smentiti: il GP di Monaco 2026 potrebbe essere ricordato come una delle gare simbolo dell’ascesa di Kimi Antonelli.

Perché vincere a Monte Carlo non è mai una vittoria qualsiasi.

E quando ci riesci a diciannove anni, contro i migliori piloti del mondo, il messaggio che mandi al campionato è piuttosto chiaro.

Il futuro non sta arrivando.

È già qui.

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