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Mercato auto aprile 2026, Il nuovo accelera, ma l’Italia compra ancora usato

Siamo a maggio 2026 e i dati di aprile raccontano una cosa abbastanza chiara: il mercato dell’auto nuova in Italia si sta muovendo, sì, ma non facciamoci prendere troppo dall’entusiasmo. Ad aprile sono state immatricolate 155.210 auto nuove, contro le 139.106 di aprile 2025, quindi +11,58%. Nei primi quattro mesi dell’anno siamo a 640.083 immatricolazioni, cioè +9,78% rispetto allo stesso periodo del 2025. Numeri belli, per carità, ma il punto vero è un altro: siamo ancora dentro un mercato fragile, molto sensibile agli incentivi, ai prezzi, al noleggio e all’usato.

La fotografia del mese è questa: su 636.186 vendite complessive, il nuovo pesa solo per il 24,40%, mentre l’usato vale addirittura il 75,60%. Tradotto: ogni volta che parliamo di “mercato auto italiano”, non possiamo guardare soltanto alle immatricolazioni. Perché l’Italia reale, quella che deve fare i conti con lo stipendio, le rate, i tassi e i prezzi delle auto nuove, continua a muoversi soprattutto sull’usato.

Panda davanti a tutti, ma la sorpresa è cinese

La classifica modelli è molto interessante. In testa resta la Fiat Panda, con 12.255 immatricolazioni. E qui c’è poco da fare: la Panda continua a essere il termometro perfetto del mercato italiano. Costa relativamente meno, è conosciuta, è pratica, e l’italiano medio quando deve comprare un’auto spesso guarda ancora prima il portafoglio e poi tutto il resto.

Dietro troviamo Jeep Avenger con 4.218 unità, poi la vera sorpresa: Leapmotor T03 con 4.090 immatricolazioni, davanti a Dacia Sandero e MG ZS. Questa top ten dice una cosa molto semplice: il cliente italiano non sta necessariamente cercando l’auto più tecnologica del mondo, sta cercando un prodotto accessibile, concreto, magari compatto, magari elettrico se il prezzo diventa giusto.

Ed è qui che entra il tema dei marchi cinesi. BYD ad aprile fa 4.572 immatricolazioni, con un +171,66% rispetto ad aprile 2025. Leapmotor arriva a 4.496 unità, con una crescita enorme perché parte da una base molto bassa. Omoda/Jaecoo sale a 3.857 unità, +310,76%. MG è ormai stabile nei piani alti con 5.851 immatricolazioni. Insomma, chiamarle “comparse” ormai non ha più senso. Sono entrate nel mercato, fanno numeri, e soprattutto aggrediscono il punto più delicato: il prezzo.

Elettriche in crescita, ma occhio a non raccontarla troppo facile

Ad aprile le ibride restano il cuore del mercato: 49,1% di quota. Le elettriche pure arrivano all’8,5%, praticamente quasi il doppio rispetto al 4,8% di aprile 2025. Le plug-in salgono al 9,1%. Quindi sì, l’elettrificazione cresce, ma secondo me bisogna stare molto attenti a non trasformare un buon mese in una rivoluzione definitiva. UNRAE segnala che il dato delle elettriche risente ancora dell’onda lunga degli incentivi e degli ordini del 2025, concentrati anche su un modello molto economico e ulteriormente abbattuto dagli incentivi.

Questa è la parte che secondo me va detta senza fare tifo da stadio. L’elettrico può avere senso, eccome, soprattutto come seconda auto di famiglia, casa-lavoro, città, box o garage, ricarica domestica. Però nel mercato italiano il prezzo resta il primo incentivo, più ancora dell’ecologia. Se una T03 entra terza assoluta nella top ten, non è solo perché l’Italia si è svegliata elettrica da un giorno all’altro: è perché quando l’elettrico diventa raggiungibile, allora il cliente lo considera.

Nel frattempo benzina, diesel e GPL perdono terreno. La benzina scende al 20,4%, il diesel al 6,9%, il GPL al 6,1%. Il diesel ormai è diventato quasi residuale sul nuovo, mentre resta molto pesante nell’usato. E questa doppia velocità racconta benissimo il nostro mercato: il nuovo guarda avanti, l’usato trascina ancora tutto il passato.

Fiat cresce, Alfa crolla, Toyota e Volkswagen restano solide

Tra i marchi, Fiat chiude aprile con 16.009 immatricolazioni, +31,02%, e resta prima con il 10,31% del mercato. Bene anche Toyota con 11.369 unità e Volkswagen con 11.260. Peugeot è a 8.168, Dacia a 7.575, Renault a 7.257. Però ci sono anche numeri pesanti in negativo: Alfa Romeo fa -33,09%, Ford -26,76%, Hyundai -36,27%, Maserati -57,93%.

Qui il tema non è soltanto “chi vende di più”. Il tema è: chi riesce a stare dentro la fascia di prezzo giusta? Perché il mercato italiano oggi premia chi ha prodotto, disponibilità e prezzo. E infatti nella parte alta della classifica non vediamo soltanto marchi storici, ma anche marchi nuovi o percepiti come alternativi, soprattutto asiatici.

L’usato: il vero mercato italiano

Passiamo all’usato, perché qui c’è la parte più concreta. Secondo i dati del Ministero, ad aprile ci sono stati 480.976 trasferimenti di proprietà, +1,10% su aprile 2025. Nel primo quadrimestre siamo a 2.005.338 passaggi, +2,26%. Fiat domina anche qui con 91.889 trasferimenti e il 19,10% del mercato dell’usato, seguita da Volkswagen, Ford, Audi, Peugeot, Renault, Mercedes, Opel, Toyota e BMW.

Attenzione però: ACI, guardando i passaggi al netto delle minivolture, cioè togliendo i trasferimenti temporanei ai concessionari, vede un mercato auto usato in calo dell’1,5%, con 261.436 passaggi reali contro 265.485 di aprile 2025. E aggiunge un dato molto interessante: ad aprile, ogni 100 auto nuove sono state vendute 182 auto usate. Nel primo quadrimestre il rapporto è 180 a 100. Questa differenza tra Ministero e ACI non è una contraddizione: semplicemente misurano due perimetri diversi.

E qui viene fuori il problema vero: l’usato non è solo forte, è anche sempre più vecchio. ACI segnala che le auto tra 20 e 29 anni rappresentano il 16,6% dei passaggi, mentre quelle con più di 30 anni arrivano al 3%. Quindi il parco circolante non si rinnova abbastanza. Compriamo tanto usato, ma spesso non compriamo usato recente. E questo, per emissioni, sicurezza e consumi, è un problema grosso.

Il trend vero: l’Italia vuole cambiare auto, ma solo se torna il conto

La mia lettura è questa: aprile 2026 è un buon mese, ma non è ancora la prova di una ripartenza strutturale. Il nuovo cresce, le elettriche salgono, le plug-in tornano interessanti, i marchi cinesi spingono e Fiat respira. Però sotto c’è sempre la stessa questione: l’auto nuova costa tanto, l’incertezza resta alta e l’usato continua a essere la scelta principale per milioni di italiani.

UNRAE infatti, nonostante il buon quadrimestre, ha rivisto leggermente al ribasso le stime 2026: 1.530.000 immatricolazioni previste, sostanzialmente stabili sul 2025 e ancora molto lontane dal 2019. Quindi sì, aprile va bene. Però siamo ancora lontani da un mercato veramente sano, maturo e stabile.

La transizione elettrica, da sola, non basta. Servono prezzi più bassi, infrastrutture più credibili, costi di ricarica più chiari, fiscalità aziendale fatta bene e soprattutto auto che la gente possa davvero permettersi. Perché alla fine possiamo parlare quanto vogliamo di CO2, piattaforme, software e tecnologia, ma il cliente entra in concessionaria e guarda una cosa: quanto mi costa al mese?

E in questo aprile 2026 il mercato ci dice proprio questo: quando il prezzo è giusto, l’auto si vende. Che sia Panda, Sandero, Avenger, MG o Leapmotor cambia fino a un certo punto. Il punto è che l’Italia non è ferma: è prudente. E compra dove vede convenienza.

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